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In occasione del Primo Maggio, Giornata Internazionale Operaia, il Partito Comunista Operaio d’Iran chiama tutti a farsi avanti per espropriare i contemporanei proprietari di schiavi!

 

La Giornata Operaia Internazionale si avvicina, proprio quando il mondo viene divorato dal mostro del capitale e dalla sua crisi. Ci si dice di consumare meno, stringere la cinghia, non fare casino, per dar loro modo di ravvivare l’economia. Quello che i capitalisti, i loro politici e i loro ideologi “dimenticano” di dire è che crisi, povertà, austerità, disoccupazione, e essere privi di diritti sono tutte creazioni della borghesia e dei suoi Stati. Promettono nuove regole di mercato e di borsa. In cambio, ci chiedono di compensare le perdite delle banche e dei giganteschi schiavisti internazionali in modo che i tassi di interesse si rialzino e la produzione riprenda. Saremmo annientati, ci dicono, senza sfruttatori e le loro istituzioni e i loro Stati, senza i loro ladri e le loro stravaganze, senza le loro guerre e i loro conflitti! Lo affermano proprio senza vergogna. E se non beviamo le loro menzogne e diciamo la nostra contro di loro, ci attaccheranno con il loro arsenale di lagrimogeni, fucili da elettroshock, forze di polizia, prigioni, tribunali, moschee, chiese, parlamenti, politici, e bugiardi di professione. Questo arsenale è stato creato alle nostre spalle. Il costo di costruzione e mantenimento di tale arsenale è più che sufficiente a eradicare fame, malattie, analfabetismo, droga, prostituzione, e a fermare la distruzione ambientale globale.

 

Fin quando il potere politico è nelle mani dei padroni, e loro prendono tutte le decisioni per il mondo, la situazione rimane più o meno la stessa. Se non bruceranno il mondo intero nelle loro guerre e concorrenze, lo scenario più roseo, se la passeranno liscia nella loro crisi grazie all’imporci un livello di miseria senza precedenti. Potrebbero escogitare qualche riforma per paura delle nostre proteste, ma l’inferno della schiavitù salariata e il dominio di capitale, profitto, mercato, crisi, e poi ancora crisi, rimarranno.

 

Il Primo Maggio è il giorno per confrontare questo dilemma con i nostri ranghi internazionali. Questa confrontazione deve essere, prima di tutto, una confrontazione politica. Dobbiamo avanzare puntando alla espropriazione politica di quelli che oggi sono i proprietari di schiavi, e prendere il nostro destino nelle nostre mani. Tutte le domande tradizionali del Primo Maggio, come la riduzione della giornata lavorativa, l’assicurazione per la disoccupazione, diritto alla salute, una paga decente, libertà di organizzazione e di sciopero, e libertà politiche sono tutte cruciali per noi. Ma il Primo Maggio 2009 è su questioni più fondamentali. Si tratta di una prova con lo stesso dominio capitalista, cioè con il sistema della schiavitù salariata e il suo Stato. Il capitalismo se ne deve andare. Il socialismo è l’unica risposta praticabile ai problemi del mondo. Questo è ora accettato e dichiarato da molti. Il primo passo verso il socialismo, tuttavia, è l’espropriazione politica della borghesia, cioè la conquista del potere politico e la presa di controllo della società da parte degli operai e della gente che non ha nessun interesse alla sopravvivenza dello sfruttamento. Ecco perchè la questione fondamentale di questa Giornata Operaia Internazionale è preparare tutti gli operai e gli esclusi a determinare il destino politico della società, ossia prepararli per la lotta per l’espropriazione politica della classe borghese e di tutti i ladri, ciarlatani e demagoghi che sono responsabili della situazione attuale.

 

In Iran, il regime islamico del capitale sta passando una grave crisi a tutto campo, economico politico e sociale. Qualunque miglioramento serio e duraturo per la vita della gente ha una precondizione oggettiva: abbattere la borghesia al potere e fondare una repubblica socialista. Il Primo Maggio è una opportunità, per gli operai e chiunque non ne possa più del governo islamico del capitale, di dichiarare il proprio odio al regime dei mullah miliardari, e mostrare la propria risoluta volontà di abbattere un governo contro le donne, contro la gioia, contro la libertà: il governo islamico. Il Partito Comunista Operaio d’Iran, in testa alla classe operaia e a tutti coloro che amano la libertà, tenterà di trasformare la Giornata Internazionale Operaia, in Iran e nel mondo, in una giornata di ulteriori conquiste nel campo della libertà e dell’eguaglianza (il campo del benessere, della felicità, del socialismo) e in una giornata di crescente isolamento e smascheramento della repubblica islamica, preparando le condizioni per abbatterla con la forza rivoluzionaria degli operai e della popolazione tutta.

 

Viva il Primo Maggio!

Viva la solidarietà operaia mondiale!

Basta con il capitalismo!

Basta con la repubblica islamica d’Iran!

Viva la libertà, l’eguaglianza, il governo operaio!

 

Partito Comunista Operaio d’Iran

2 Aprile 2009


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